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Magnetoterapia

La magnototerapia si avvale all’uso di campi elettromagnetici per curare alcune patologie. Si usa un apposito apparecchio principalmente costituito da un “solenoide” all’interno del quale si genera un campo elettromagnetico che viene pulsato con una frequenza che può variare da pochi hertz a quale centinaio.
Infatti a seconda del disturbo da curare si usano frequenze diverse: quelle basse stimolano l’attività biologica dei tessuti, mentre le alte hanno principalmente un effetto analgesico. E’ molto usata per la stimolazione di nuovo tessuto sulle fratture delle ossa perché favorisce l’accumulo di cariche elettriche polarizzate in zone prestabilite dell’osso.
Si utilizzano campi magnetici per un’azione antinfiammatoria, antiedemigena, e stimolativa della riparazione dei tessuti sofferenti.


La magnototerapia ha dimostrato la sua notevole efficacia in molteplici applicazioni, ma si è dimostrata particolarmente efficace nelle seguenti indicazioni:


nelle patologie articolari quali:


  1. artrosi
  2. borsiti
  3. periartriti
  4. tendiniti
  5. lombalgie
  6. cervicalgie
  7. mialgie
  8. epicondiliti recenti

nelle fratture con ritardo di ossificazione
sia durante che dopo la gessatura;


nelle radicoliti, nevriti e neuromialgie;


nelle affezioni dermatologiche come:

dermatiti,
psoriasi;


nell’osteoporosi distrettuale o sindrome algodistrofica

i tempi suggeriti per seduta di terapia vanno dai 30 ai 40 minuti

La magnototerapia non presenta particolari controindicazioni o effetti indesiderati, ma il trattamento è da evitare in caso di:

portatori da pacemaker o latri elettrostimolatori permanenti;
in presenza di neoplasie;
in gravidanza per norma di cautela.